“Trauma di Stato” di Alessandro Didoni

Nella moltitudine di materiale editoriale prodotto individuare una narrativa che propone al lettore motivi di riflessione risulta essere sempre più difficile; non fosse peraltro che per l’atavica soggezione che essa soffre nei confronti della più gettonata saggistica.

1461749_1430371353842758_828180909_nMa, fortunatamente, vi sono lavori che, per studio preparatorio e ricerca appassionata, sono portatori di quel valore aggiunto che un semplice saggio di per se non potrà mai dare.

E’ il caso di alcuni libri come Trauma di Stato” di Alessandro Didoni (autodafé edizioni).

il tema non è dei più cari agli italiani perché ci ricorda un periodo buio della nostra storia recente.

Cosi recita la recensione:

“L’Italia del 2012 è un paese in piena crisi materiale e morale, totalmente allo sbando. Ai margini di una Milano disperata, dove violenza, suicidi e povertà fanno da colonna sonora, vive il 37enne Marco Allievi, che sembra condurre un’esistenza anonima e appartata. L’isolamento di Marco nasconde però un segreto: è vittima di allucinazioni e crisi epilettiche, durante le quali tornano, in forma di visioni, gli eventi reali che ha vissuto undici anni prima, nei giorni del G8 di Genova. Una storia di riscatto umano e di presa di coscienza, attraverso il succedersi di vicende imprevedibili, condurrà il protagonista alla scoperta di una realtà possibile.

 

Un romanzo di crudo realismo e lucida reinterpretazione della cronaca, che coinvolge il lettore attraverso una narrazione dal ritmo incalzante. Uno sguardo attento e disincantato sull’Italia di oggi e di ieri: quella marginale e quella del Potere, che a volte diventano due facce della stessa medaglia”

In Trauma di Stato” il focus è lo spazio di una singola esperienza, un  percorso drammatico, che definisce il contesto  storico di un Paese profondamente bisognoso e, al contempo, bisognevole di nuovi valori, nuovi orizzonti di morale e di etica.

L’oggetto è la storia; quella recente, quella che ancora brucia sulla nostra pelle,  in tutta la sua avvilente mediocrità vissuta e raccontata  nei modi e nei termini che la complessità dei processi psicologici del protagonista è in grado di fare.

 A nostro avviso Alessandro Didoni riapre la storia in modo autentico superando “i rumori ideologici della retorica” ponendo al centro la condizione dell’uomo e del suo spaesamento, confuso eticamente ed intellettuale in una sorta di sincretismo culturale.

Trauma di Stato”  rappresenta non soltanto l’occasione di una lettura colta e appassionante ma anche uno strumento di riflessione risvegliando l’intorbidito senso di responsabilità di ognuno di noi.

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Alessandro Didoni nasce nel 1977 in provincia di Milano. Dopo il liceo scientifico studia fotografia e comunicazione digitale. Legge voracemente fin da bambino. Fotografa e suona le percussioni dall’età di vent’anni. Dal 2012 scrive. Ha pubblicato diversi racconti per la collana “Narrativo Presente” di Autodafè Edizioni. Trauma di Stato è il suo primo romanzo.                                                                                              

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