Ci credevo e ci ho creduto…

Ci credevo e ci ho creduto che fosse possibile un mondo migliore, un mondo di pace, un mondo dove tutto fosse a disposizione di tutti, un mondo dove finanche una singola lacrima di una donna fosse presa sul serio come un uragano.

images4592kb0m-id17511[1]Ci credevo e ci ho creduto che fossimo realmente tutti fratelli; bianchi, neri, gialli, tutti figli dello stesso arcobaleno, ognuno grande ed infinito come l’universo e tutti insieme straordinari come le mille e mille stelle dell’universo.

Ci credevo e ci ho creduto che il rispetto per la vita umana, il pensiero altrui, il gioco di un bambino, i sogni di un giovane, i bisogni di un anziano, il respiro affannato di un moribondo, la mano tesa di un mendicante, fossero molto più importante di qualsiasi somma di denaro o di qualsiasi egoismo.

Ci credevo e ci ho creduto veramente che partecipare attivamente a questa vita fosse, non soltanto un diritto sacrosanto, ma un dovere imperativo per tutti, un condividere ognuno con i propri mezzi e le proprie capacità.

Ci credevo e ci ho creduto…

e accidenti a questi tempi cosi problematici, cosi precari, cosi fortemente condizionati da contrarietà morali e difficoltà economiche;

accidenti a questi tempi che ci fanno ragionare sempre più con la pancia e non con la testa, che ci soffocano nei nostri egoismi e nelle nostre meschinità;

accidenti, infine, a questa mi testa che contro tutto e contri tutti continua ostinatamente a crederci.

A Credere che vi sia un legame fondamentale che unisce gli esseri umani in ogni tempo e in ogni luogo e che tutti noi, a volte, abbiamo bisogno di una semplice parola di conforto, un abbraccio o una stretta di mano.

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